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Perché misurare l’etica in azienda e come farlo

“Quando le persone sanno che il loro comportamento viene osservato, misurato, documentato e pubblicato, esse sono portate a modificare il loro comportamento per soddisfare le aspettative, siano esse esplicite o implicite.” (1)

In The Triple Bottom Line Savitz fornisce una delle descrizioni più efficaci e sintetiche sulle ragioni della misura e della rendicontazione dei progressi in materia di TBL (Triple Bottom Line)

(Per maggiori informazioni sulla Triple Bottom Line potete consultare questo articolo)

Dato che il reporting è l’unico modo per misurare la situazione attuale, i progressi, i miglioramenti e le possibilità di sviluppo delle aziende, costringe queste ultime a impegnarsi in pratiche sostenibili.

Tuttavia, in alcuni casi, la pressione a redigere un report ha spinto i manager a creare delle iniziative sostenibili con l’unico scopo di presentare una bella immagine dell’azienda, con il rischio di incorrere nel greenwashing.

Come sottolineato nei miei precedenti articoli, durante lo sviluppo di una relazione non finanziaria spetta a ciascuna azienda decidere quale categoria di impatto ambientale o sociale deve essere inclusa e come descriverla: anche se è consentito un certo grado di flessibilità, è necessario definire le attività interessate in modo chiaro e coerente, e cercare il giusto equilibrio tra i diversi aspetti di dell’attività.

La trasparenza è fondamentale e, nel caso in cui la rendicontazione sia ben fatta, sono molti i vantaggi di cui l’attività può beneficiare, come ad esempio:

  • portare un miglioramento della gestione,
  • aumentare la creazione di valore,
  • riconoscere tendenze, problemi e opportunità,
  • porre le premesse per lo sviluppo di progetti a lungo termine.

Inoltre, il reporting rappresenta un’opportunità per organizzare meglio le informazioni e, quindi, individuare meglio i rischi e le opportunità legate all’attività.

Ultimo, ma non meno importante, l’impegno in una rendicontazione non finanziaria trasparente comporta un ritorno di investimento in termini di immagine e credibilità, e questo aiuta anche ad affrontare eventuali questioni legali ed economiche o situazioni di incertezza che possano comportare una valutazione o un giudizio esterno.

È estremamente importante segnalare anche gli errori e gli insuccessi, indicando le azioni correttive necessarie per migliorare il processo: in questo modo si protegge l’azienda da attacchi esterni, risultando i primi a fornire le informazioni e guidando quindi la conversazione sull’argomento.

È importante raggiungere un accordo all’interno della direzione aziendale sulla situazione e sulle informazioni da fornire al pubblico; tutti i dipendenti devono essere aggiornati e si dovrebbe dare loro la possibilità di discutere la questione e fare proposte per il miglioramento, non solo perché il lavoro di squadra in questi casi è di vitale importanza, ma anche perché i dipendenti, in quanto stakeholder, hanno un ruolo attivo nella comunicazione dell’identità dell’azienda e, di conseguenza, della sua immagine di fronte al pubblico.

Qualsiasi impegno esplicito in materia di cambiamento e/o miglioramento deve essere portato a termine.

Non mantenere una promessa significa ingannare la fiducia degli stakeholder e deluderli.

Se un’azienda si impegna in un piano di tipo TBL, deve essere preparata e pronta a compiere tutti gli sforzi necessari per raggiungere l’obiettivo.

In termini di metodi di rendicontazione non finanziaria, tra le varie linee guida e certificazioni disponibili possiamo citare le seguenti (2):

The GRI (Global Reporting Initiative) standard for non-financial reporting ;

The Social Accountability International SA8000 social certification standard ;

– The International Organisation for Standardisation ISO14000 family of standards for environmental management ;

The EU Eco-Management Audit Scheme (EMAS) ;

The International Organisation for Standardisation ISO50001 energy management standard ;

– The International Organisation for Standardisation ISO45001 standard for occupational health and safety (che ha preso il posto del British Standard Institution BS OHSAS 18001 – Occupational Health and Safety Management);

The International Organisation for Standardisation ISO26000 guidelines on social responsibility.

Ai fini di questo articolo non è necessario approfondire i dettagli di questi standard; è sufficiente sapere che essi forniscono una serie di strumenti per guidare l’azienda nella stesura di report non finanziari, nell’ottenimento di certificazioni e nel miglioramento continuo delle aree di business legate alla TBL.

Lo standard GRI si distingue tra gli altri, in quanto rappresenta attualmente lo strumento più esaustivo per la rendicontazione non finanziaria e fornisce un archivio online dei rapporti pubblicati dalle aziende che utilizzano il GRI a livello mondiale.

Sebbene a prima vista possa sembrare complicato da usare, offre un buon grado di flessibilità e permette alle aziende di aumentare gradualmente la quantità di informazioni fornite.

Pertanto, il GRI ha buone possibilità di diventare una piattaforma centralizzata per il monitoraggio delle metriche non finanziarie, uno strumento utile per lo studio dell’efficacia delle misure impiegate nelle diverse aziende e una base per il miglioramento delle politiche TBL delle imprese a livello mondiale.

Per ulteriori informazioni su questo argomento potete contattarmi all’indirizzo e-mail : info@theslowcorner.com

(1) SAVITZ Andrew W., WEBER Karl, The Triple Bottom Line, Jossey-Bass, John Wiley & Sons Inc., 2014

(2) “Progetto di Informazione e sensibilizzazione degli stakeholders sulle linee guide OCSE e sulla responsabilità sociale d’impresa”, Ministero Italiano per lo Sviluppo Economico, Centro Italiano di Contatto Nazionale sulla RSI, Unioncamere, Guglielmo Tagliacarne Institute, in collaborazione con Indica (Italy).

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